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Renzo arbore orchestra italiana catanzaro Venerdì 19 Aprile 2013, Teatro Politeama di Catanzaro - Sono passati ormai (dipende dai punti di vista) diciott'anni da quando Renzo Arbore, grande appassionato di tutta la musica e profondo estimatore della Canzone Napoletana Classica, volle inseguire un suo personale "sogno": quello di far nascere una sua orchestra, un' orchestra "italiana" con chitarre, mandolini, voci e cori dei musicisti, percussioni, fisarmonica e tastiere, per rilanciare in Italia e all'estero la Canzone Napoletana Classica.

Partito dal modello un po' naif delle orchestre napoletane, quelle dei primi del '900, dove le voci ricche di pathos dei cantanti si sposavano con i ritmi coinvolgenti delle strade di Napoli, recuperato in prima fila il suono dei dimenticati mandolini, Arbore si diverte anche a sperimentare originali contaminazioni con alcune sonorità e ritmi: rock, blues, country, reggae, sudamericani.

Immesse così nuove energie ritmiche a supporto di inedite ed accattivanti sonorità, Arbore e L' Orchestra Italiana riescono a riportare all'attenzione del grande pubblico, italiano ed estero, la melodia classica napoletana come musica di oggi, ancora viva e capace di esprimere le emozioni più intense e travolgenti. Impresa non facile né scontata, anzi controtendenza.

Perchè la "Canzone Napoletana" per eccellenza, la grande tradizione "senza tempo" e "senza mode" era (diciott'anni fa…) considerata da molti artisti e critici (ma non dai napoletani sapienti e colti) …"fuori moda", espressione di una Napoli "che non c'era più" addirittura di una Napoli "da cartolina", di una Napoli da "pizza e mandolino".

Riuscire, se non a sconfiggere, almeno a neutralizzare questo stereotipo angusto e far rivivere il "nuovo/antico" suono di Napoli con rinnovata emozione nonché ritrovata dignità nei grandi teatri d' Italia e del mondo, è stato il sogno/scommessa di Arbore divenuto realtà.

Dopo il debutto internazionale dell' "Orchestra Italiana" al prestigioso Montreux Jazz Festival (1991), in cui Renzo Arbore fu battezzato da Quincy Jones come "The new italian renaissance man"...della musica e dello spirito creativo italiano, seguono centinaia e centinaia di concerti nei principali teatri e piazze d'Italia e poi quelli indimenticabili al Radio City Music Hall, al Madison Square Garden ed alla Carnegie Hall di New York, alla Royal Albert Hall di Londra, all'Olympia di Parigi, sulla Piazza Rossa di Mosca, e tanti altri ancora in Canada, Australia, Brasile, Giappone, Argentina, Venezuela, Tunisia, Spagna, Montecarlo, Malta etc. fino ad arrivare, agli inizi del 2007, alla strepitosa accoglienza avuta in Cina nei teatri di Pechino, Shanghai, Hangzhou,Tianjin e Nainjin.

 

fonte: essemmemusica.it

 

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